mercoledì 19 marzo 2008

cellulare contro e-mail

Sembra una contraddizione...proprio oggi che sono stata ad Arteq Summit, dove si è parlato di comunicazione per i beni culturali soprattutto sfruttando cellulari e palmari, avrei voluto distruggere il mio telefonino.
Non so se sono la sola, ma a volte il mio cervello rifiuta di essere legata a quell'oggetto rettangolare che trilla e vibra e finisco per lasciarlo spento, o abbandonarlo, come oggi appunto, sull'auto parcheggiata.
Non accenderlo è quasi un atto di ribellione, un modo per riprendermi una libertà negata, quella di "non essere reperibile".
Lasciandolo, morto, nella mia borsetta, riprendo la mia vita, i miei tempi, la mia solitudine...
Non è invece bellissima l'e-mail?
Tutte le volte è un piccolo dono: mentre al cellulare vedo il nome di chi mi sta chiamando, nella posta al primo colpo d'occhio leggo l'oggetto, che è come una piccola sorpresa, smpre nuovo, spesso inatteso.
E non è forse molto più bello avere il tempo di leggere e meditare ciò che mi scrivono senza dovere rispondere immediatamente...non c'è un trillo insistente che richiede la mia attenzione distogliendola da altro, ma, al contrario, c'è un accattivante spazio bianco che attende di essere riempito.
E allora...
sì la mail!
no al cellulare!

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